Mesi fa avevamo avvertito che quattordici mesi di ritardi per far uscire il bando della Casa di Riposo «A. Buccolini» e dell’Asilo Nido «Il Piccolo Principe» mostravano già un’Amministrazione Comunale in totale affanno. Allora la domanda era semplice: chi non riesce neanche a sbloccare una procedura, come potrà mai controllare un servizio così complesso?
Oggi che le carte della nuova gara, da oltre quattro milioni di euro, sono finalmente uscite, non solo la risposta resta un enorme punto interrogativo su come andrà a finire, ma le premesse fanno davvero tremare i polsi.
Ecco i punti principali che i cittadini devono conoscere:
🔴 1. QUANTI MINUTI DI ASSSITENZA VERRANNO GARANTITI AI NOSTRI ANZIANI?
Nel capitolato predisposto dal Comune manca l’indicazione di un parametro quantitativo minimo espresso in minuti di assistenza giornaliera per ciascun ospite.
Esiste infatti per le strutture come la nostra una regola fondamentale che si chiama minutaggio assistenziale, cioè quel tempo minimo (secondo le norme regionali), calcolato proprio in minuti, che ogni operatore deve dedicare ogni giorno a ciascun ospite. È l’unico parametro che garantisce un’assistenza umana e decorosa, evitando che il lavoro si riduca a una corsa frettolosa per lavare, imboccare o somministrare le terapie, e proteggendo allo stesso tempo i lavoratori da ritmi insostenibili. Ebbene, nel capitolato preparato dal Comune questo minutaggio è del tutto sparito.
La conseguenza sul piano pratico è evidente: senza una garanzia minima di assistenza giornaliera, le società che parteciperanno alla gara possono ridurre i minuti di assistenza, con una possibile futura riduzione del personale e la riduzione della qualità dell’assistenza. Meno personale significa meno tempo a disposizione per l’igiene, la cura, l’aiuto nei pasti e la vigilanza dei nostri cari.
🔴 2. UN UOMO SOLO AL COMANDO E ATTI RAFFAZZONATI, DI DUBBIA LEGALITA’
A questo vuoto spaventoso sulla cura delle persone si aggiunge poi una gestione della macchina amministrativa, che solleva enormi dubbi di affidabilità. Per una gara di queste dimensioni la legge richiede tecnici con titoli idonei, formazione adeguata ed esperienza pluriennale nei contratti pubblici e invece il Sindaco ha deciso di fare tutto da solo, nominandosi direttamente Responsabile unico dell’appalto.
Altro fatto grave da evidenziare riguarda il Capitolato d’appalto, che è stato pubblicato on line come una bozza, modificabile nel testo e con note a margine, cioè con commenti del Sindaco e altre persone, veramente imbarazzanti. Pertanto tutta la procedura appare di dubbia legalità.
Tutto questo è la conseguenza dell’accentramento dei poteri fatta dal Sindaco, che è diventato responsabile dell’urbanistica, del settore affari generali e ora anche responsabile unico di questo appalto.
Inoltre, il Sindaco deve fare i conti con una grave carenza di personale: le dimissioni di tre impiegati stanno mettendo in ginocchio gli uffici di ragioneria e tributi, lasciando i cittadini senza punti di riferimento stabili e a tempo pieno.
Sono gli scherzi dell’uomo solo al comando!
🔴 3. MANCATA COPERTURA FINANZIARIA
L’appalto non prevede la copertura finanziaria nel bilancio vigente, cioè non ci sono già i soldi messi da parte per pagare il servizio negli anni futuri; di fatto il tutto viene rinviato ai bilanci di previsione non ancora approvati dall’Ente. Si può dire che è un’anomalia?
LA DOMANDA CHE CI ERAVAMO GIÀ POSTI E CHE OGNI CITTADINO DEVE FARSI È QUESTA:
La qualità dell’assistenza destinata ai nostri anziani e ai nostri bambini sarà migliore o peggiore di quella attuale?
Per tutti questi motivi abbiamo scritto al Segretario Comunale e al Revisore dei Conti, chiedendo chiarimenti formali e puntuali. Lo facciamo perché riteniamo che, quando sono in gioco la qualità dell’assistenza agli anziani e la cura dei bambini, l’Amministrazione abbia il dovere di essere ancora più rigorosa e precisa.
Sulla salute e sulla dignità delle persone non si scherza!
Se volete leggere la nostra lettera al Segretario comunale e al Revisore dei conti, trovate il testo completo qua.


