Lo scorso 28 giugno, nel giardino della Rocca, Urbisaglia ha celebrato i trent’anni del Premio Internazionale “Massimo Urbani”.
L’iniziativa è nata nel 1996 da un’idea di Paolo Piangiarelli e di un gruppo di appassionati locali. Inizialmente ospitata al Teatro Comunale, a causa dell’inagibilità dovuta al sisma del 1997 la manifestazione è diventata itinerante tra l’Abbadia di Fiastra, la Maestà e Piazza Salvia, fino al 2006, anno in cui la gestione è stata affidata all’Associazione Musicamdo di Camerino.
Una storia di tutti, insomma. Una splendida avventura collettiva. Ed è per questo che l’Amministrazione Comunale decide, giustamente, di salire sul palco e consegnare delle targhe di riconoscimento ai primi storici organizzatori, ovvero a coloro che trent’anni fa contribuirono a dare avvio alla manifestazione.
Tutto perfetto? Nemmeno per idea. Perché sul palco della Rocca la memoria storica è diventata improvvisamente selettiva.
Tra i destinatari del riconoscimento mancava un nome fondamentale, che chiunque a Urbisaglia associa alla nascita di quella manifestazione: Massimiliano Fiorani. Riconosciuto da tutti come uno dei promotori iniziali e colonna portante di quel primissimo nucleo, Massimiliano è stato l’unico a non ricevere la targa e a non venire nemmeno invitato sul palco. Un’esclusione talmente evidente che molti tra il pubblico non hanno potuto fare a meno di notarla con imbarazzo.
Di fronte a un fatto del genere, è impossibile non farsi delle domande. Com’è possibile “dimenticare” l’unico pezzo di storia che, guarda caso, si è recentemente candidato alle ultime elezioni amministrative nella lista civica avversaria a quella dell’attuale maggioranza?
Il ruolo del Sindaco su quel palco imponeva assoluta imparzialità ed equità. La storia culturale di Urbisaglia appartiene a tutti i cittadini. Trasformare un doveroso omaggio alla memoria del paese in uno sgarbo politico “a targhe alterne” è uno scivolone istituzionale inaccettabile.
Come gruppo consiliare abbiamo già depositato un’interrogazione formale a risposta orale per il prossimo Consiglio Comunale. Vogliamo che il Sindaco spieghi ufficialmente all’aula e ai cittadini se si sia trattato di una clamorosa svista o di una scelta deliberata e punitiva.
Urbisaglia merita una politica capace di unire la comunità, non una gestione del potere che discrimina i cittadini in base alle scelte elettorali o a logiche di parte. Rimaniamo in attesa di risposte chiare, e soprattutto delle doverose scuse pubbliche a chi ha contribuito a rendere grande il nome di Urbisaglia nel mondo del jazz.



