Ci sono due realtà che ad Urbisaglia toccano da vicino la vita di tantissime famiglie: la Casa di Riposo “A. Buccolini” e l’Asilo Nido “Il Piccolo Principe”. Due servizi fondamentali che da oltre trent’anni accolgono anziani e bambini, sostenendo concretamente tutta la comunità.

Oggi però tutto questo è bloccato nel limbo.

Il contratto con chi gestisce le due strutture è scaduto il 31 marzo 2025. Da ormai 14 mesi l’amministrazione, invece di partire con la nuova gara d’appalto, va avanti a colpi di “proroghe” del vecchio contratto, cioè rinvii temporanei decisi all’ultimo momento. L’ultima proroga scadrà il prossimo 30 giugno.

Parliamoci chiaro: la normativa non permette di rinnovare i contratti a proprio piacimento. La proroga deve essere un’eccezione straordinaria per rimediare ad un’emergenza e non può diventare la normalità.

Di fronte a questa realtà, viene da chiedersi: l’amministrazione è consapevole della gravità di questa situazione? Si rende conto dei rischi enormi di questo comportamento “fuori dalle regole ordinarie”? 

Il 15 maggio scorso, in Consiglio Comunale, il Sindaco aveva preso un impegno davanti ai consiglieri ed a tutta la cittadinanza, promettendo l’uscita del bando della gara d’appalto entro giovedì 21 maggio. Bene. Quella data è passata da giorni e del bando non c’è ancora nessuna traccia. 

E mentre tutto tace, famiglie ed operatori restano in un mare di dubbi che meritano una risposta. Chi gestirà i servizi? Cambieranno le tariffe? Cambieranno le condizioni dei lavoratori?

A queste domande non arrivano risposte e i rischi per i cittadini iniziano ad essere sempre più concreti.

Il primo riguarda la qualità del servizio: quattordici mesi di ritardi dimostrano che l’amministrazione non ha saputo affrontare questa situazione. Per questo oggi è lecito chiedersi: chi non riesce a sbloccare le procedure avrà la capacità di controllare un servizio così complesso? Il servizio sarà migliore o peggiore di quello attuale? 

Il secondo rischio riguarda il futuro di questi servizi: questo continuo rinviare alimenta il timore di perdere il controllo pubblico sulla Casa di Riposo e sull’Asilo Nido, aprendo la strada alla privatizzazione delle strutture. Un cambiamento che potrebbe significare rette più alte e meno garanzie per i lavoratori. Guardiamoci intorno: sappiamo tutti quanto costano le rette nelle altre strutture private del territorio.

Parliamo di due realtà che fanno parte della storia di Urbisaglia. La Casa di Riposo “A. Buccolini”, nata dai lasciti dell’Ottocento e attiva nell’attuale sede dal 1990, garantisce da oltre trent’anni stabilità dei servizi e rette accessibili, confermandosi un punto di riferimento per la comunità e per i nostri anziani, anche grazie al prezioso ruolo delle associazioni locali. 

Allo stesso modo, l’Asilo Nido “Il Piccolo Principe”, aperto nel 1989 e poi trasferito nei locali della vecchia scuola elementare del Convento, è da più di tre decenni un supporto concreto per i genitori che lavorano e un percorso di crescita per i più piccoli.

Noi crediamo nel valore dei servizi sociali pubblici: un patrimonio di tutti che va difeso garantendo attenzione a chi ne usufruisce e sicurezza a coloro che in quelle strutture ci lavorano.

Un passo indietro rispetto al passato tradirebbe la volontà dei benefattori storici e l’impegno di chi negli anni ha sempre tutelato queste realtà, anche attraverso l’integrazione delle storiche istituzioni assistenziali nel patrimonio comunale.

Chi amministra ha il dovere di proteggere questo patrimonio e di dare certezze.

E invece di certezze ci troviamo di fronte ad un solo, impietoso conto alla rovescia. Gli atti del Comune parlano chiaro: La nuova gara deve essere conclusa prima della scadenza dell’ultima proroga (30 giugno). L’amministrazione pensa davvero di riuscire a rispettare questa scadenza? Riusciremo ad avere il nuovo gestore per quella data come promesso?