Lo scorso 15 maggio è stato approvato il rendiconto della gestione comunale dell’anno 2025: un documento che fotografa tutto ciò che è accaduto nel corso dell’anno. Per la prima volta è stato approvato oltre i termini di legge. Naturalmente, come da un’abitudine consolidata, la colpa è degli altri: all’immancabile precedente amministrazione stavolta si è aggiunta la precedente responsabile dell’ufficio ragioneria, nel frattempo trasferitasi a San Ginesio.

Ma al di là delle scuse e dei ritardi, cosa emerge in questo anno di gestione?

Cominciamo dall’aspetto economico: l’avanzo disponibile è decisamente risicato. Tra il 2024 e il 2025 abbiamo assistito a un vero e proprio crollo, passando da 108.812,66 euro ad appena 24.702,95 euro. Ricordate il nostro post sul rischio dissesto? Non ci eravamo sbagliati. Infatti, per far quadrare i conti, l’amministrazione prima ha dovuto consumare nel 2025 la maggior parte dell’avanzo 2024 per la gestione corrente, ovvero per finanziare le normali attività e i servizi del Comune; poi, per il 2026, con una variazione di bilancio è passata a raschiare il fondo del barile: ha recuperato i crediti IVA e soprattutto ha “tagliato” drasticamente la spesa del personale.

Basta guardare gli uffici: nessuno dei cinque dipendenti che hanno lasciato il Comune (tra pensionamenti e trasferimenti, incluso un interinale) sarà sostituito, almeno per ora. Si ricorre invece al cosiddetto “scavalco”: in pratica, si utilizzano per sole 12 ore settimanali impiegati prestati da altri Comuni, una misura che oggi copre ben due posti. Uno scenario che si riflette direttamente sull’efficienza della struttura e, inevitabilmente, sui servizi erogati ai cittadini. In questo scenario di “tagli”, però,  la qualifica d’accesso per il Settore contabilità e tributi è tata alzata dalla categoria C alla categoria D, cioè da un impiegato a un funzionario, aumentando così lo stipendio a carico delle casse comunali. Una scelta che appare un controsenso.

In sostanza, si tratta di una spesa frammentata in mille rivoli e spesso insignificante, utile solo a dare l’impressione di “fare tanto”, ma del tutto priva di visione, programma e obiettivi. Questo limite emerge chiaramente analizzando gli investimenti, il turismo, i principali servizi e il ruolo sovracomunale.

Ad oggi, la programmazione degli investimenti poggia quasi esclusivamente su progetti ereditati proprio dalla precedente amministrazione, quella tanto criticata. Per quanto riguarda gli interventi di rigenerazione urbana, sociale e la ricostruzione post-sisma, non c’è alcun aggiornamento né un avanzamento concreto per mettere a terra le risorse e realizzare queste opere:

  1. Edilizia residenziale e sociale: gli alloggi ex-IPAB di Via Petrini, pensati come nuovi appartamenti, l’ex Ospedale di Via Buccolini e le case al Convento, anch’esse con destinazione residenziale, attendono ancora di essere destinati a giovani coppie ed a scopo sociale.
  2. Valorizzazione storica, turistica e culturale: Il recupero della Chiesa del Convento, la canonica della Chiesa della Maestà, l’Asilo Giannelli ed il complesso colonico in contrada Pezzalunga, ex casa in campagna del Conte Giannelli, destinata all’accoglienza turistica.
  3. Infrastrutture e territorio: il recupero delle Mura Urbiche, l’area del Mattatoio-Magazzino comunale ed i lavori al Cimitero.

Sul fronte turistico, la narrazione dell’amministrazione punta molto sul rilancio del settore, promuovendolo come una priorità assoluta. Tuttavia, guardando ai fatti, emerge una gestione che contrasta con queste dichiarazioni. E se ancora ci fosse qualche dubbio sulla direzione intrapresa, ecco una parte di quello che potremmo definire il “bilancio turistico” dell’attuale amministrazione:

  1. Nel 2025 è stato drasticamente ridotto l’orario di apertura dell’ufficio turistico, anche durante i mesi estivi, lasciando turisti e visitatori senza un punto di riferimento qualificato.
  2. Come abbiamo già fatto notare, nel biennio 2025-2026 la spesa per biglietteria e aperture supera i 60.000 euro, un’enormità rispetto al passato;
  3. È sparito ogni rapporto con l’Abbadia di Fiastra, un punto di connessione fondamentale ed un riferimento importante per il richiamo di flussi turistici verso il nostro territorio.
  4. È stato rimosso perfino il cartello delle informazioni turistiche in piazza, togliendo ai visitatori un orientamento essenziale nel cuore del paese.
  5. Il Comune non ha più partecipato alle giornate annuali nazionali delle Bandiere Arancioni, ridimensionando il prestigio del riconoscimento del Touring Club Italiano. Resta, a tal proposito, una domanda sospesa: perché il 7 luglio 2025 il sindaco non si è presentato a Camerino per ritirare la Bandiera Arancione rinnovata?
  6. Il Comune si è defilato dal progetto “Qui Val di Fiastra”, iniziativa preziosa proposta dai Comuni di Ripe San Ginesio, Colmurano e Loro Piceno e poi estesa ad Urbisaglia, Sant’Angelo in Pontano e San Ginesio, che tra le altre iniziative, ha promosso un percorso escursionistico ad anello di 60 km, di grande potenzialità turistica e territoriale.

Abbiamo già detto dell’inammissibile ritardo della gara per la gestione della casa di riposo e dell’asilo nido e dei riflessi negativi che provoca per i lavoratori e i cittadini. Quali sono gli obiettivi per questi due importanti servizi, in particolare per la casa di riposo? Inoltre, si parla di un importante incontro sulla gestione delle modalità di ingresso nelle strutture per anziani dell’AST, con il concreto rischio che la gestione delle ammissioni e delle liste di attesa sia tolta ai comuni per passare all’ambito sociale o direttamente all’AST. Nei fatti verrebbe a cadere la precedenza dei cittadini di Urbisaglia nell’ingresso alla nostra casa di riposo. Non è una cosa di poco conto. Quale sarà il comportamento del nostro sindaco? Le precedenti esperienze ci hanno mostrato un sostanziale isolamento dal contesto sovracomunale: il nostro Comune è assente o ininfluente. Lo abbiamo constatato sia con il COSMARI, che con il Tennacola. Oggi le decisioni più importanti avvengono a livello di area vasta e se non sei presente le istanze del nostro Comune non vengono prese in considerazione.

Insomma, dopo due anni di mandato, la narrazione delle difficoltà ereditate ha esaurito la sua funzione. Urbisaglia possiede un patrimonio invidiabile e il punto non è se le risorse esistano, ma come vengono messe a sistema. Qual è la visione dell’Amministrazione per il 2026? È il momento di passare dal semplice gestire l’esistente al progettare lo sviluppo, restituendo alla comunità una prospettiva di crescita reale.