Guerra, lutto e trauma

L’incontro “Insieme” del 5 novembre 2025 sul tema “Guerra, lutto e trauma: come accompagnare bambini e bambine nei viaggi più difficili” è stato molto interessante perché è partito dall’esperienza di ognuno di noi adulti di fronte al lutto.

Abbiamo scoperto che le prime esperienze della morte di un congiunto, un parente, un vicino di casa le abbiamo avute in tenera età: sei, sette anni. Un ricordo che, a distanza anche di tanti anni, è ancora impresso nella nostra mente. L’emozione suscitata allora può aver anche determinato il nostro rapporto con il dolore, il lutto e la sofferenza.

Dopo questa piccola indagine tra i presenti, la dott.ssa Sara Scarponi, psicologa e psicoterapeuta ha iniziato il suo intervento ricco di spunti e di consigli pratici sul comportamento degli adulti per “accompagnare i bambini e le bambine nei viaggi più difficili”.

La serata era iniziata con la presentazione dell’incontro da Andrea Pennesi, che ha evidenziato come il gruppo Insieme per Urbisaglia ha voluto offrire a genitori ed insegnanti suggerimenti sul miglior comportamento da adottare in queste complicate situazioni, che purtroppo in questi ultimi anni sono diventate più frequenti e imperversano su ogni mezzo di comunicazione.

Sara Scarponi ci ha invitato ad avere un comportamento incentrato sulla verità. La guerra, il lutto entra nelle orecchie e negli occhi dei bambini in tantissimi modi e non possiamo negare o far finta che non stia succedendo niente. Il silenzio alimenta la paura e l’angoscia.

Parlare con i bambini diventa fondamentale, utilizzando naturalmente un linguaggio appropriato alle diverse età, dai primi anni di vita fino all’adolescenza.

La nostra guida diventa essenziale: offrire rassicurazione, favorire un dialogo aperto e aiutarli a dare senso a ciò che vedono.

Non nascondere le emozioni, piangere per la perdita di una persona cara, sentirsi tristi non è qualcosa da evitare ad un bambino, quanto invece spiegare che nella vita c’è anche tristezza, facendo però capire che può essere superata, magari invitando il bambino a giocare insieme.

I più piccoli non hanno bisogno solo di protezione fisica, ma anche di sicurezza emotiva.
Questa sicurezza nasce dalla presenza calma, autentica e coerente degli adulti che li circondano.
Essere aperti al dialogo, sinceri e rassicuranti, trasmettere fiducia — ed è proprio da quella fiducia che i bambini imparano che la pace non è solo un ideale lontano, ma un modo di vivere, ogni giorno. Nel mondo c’è la guerra, ma ci sono anche tanti uomini e donne che lavorano per la pace.

La prof.ssa Brigida Cristallo, dirigente scolastica dell’Istituto omnicomprensivo A. Gentili-V. Tortoreto di San Ginesio, di cui fanno parte le nostre sedi scolastiche, che è intervenuta successivamente, ha inquadrato il tema della serata all’interno della nuova autonomia scolastica, che a differenza del passato esalta le specificità di ogni singola istituzione in quanto radicata all’interno di un territorio.

Se nel secolo scorso l’obiettivo principale dell’istruzione pubblica è stato quello della alfabetizzazione e che sostanzialmente può dirsi raggiunto, a partire dagli anni 2000 lo scopo principale è quello di consentire una formazione individualizzata. Nella scuola di oggi in ogni classe sono presenti discenti di diversa provenienza, estrazione sociale, livello culturale.

Se l’autonomia consente di predisporre metodi e strumenti d’insegnamento adeguati alla realtà territoriale (i Parioli di Roma sono un contesto ben diverso da quello di Gela), la formazione individuale permette ad ogni bambino di raggiungere il livello di competenze prescritto, valorizzando però le sue attitudini, le sue capacità, i suoi talenti e tenendo conto della sua storia personale e familiare.

E’ in questo quadro che assume un’importanza fondamentale l’educazione alle emozioni, proprio perché non esiste formazione completa senza senza la capacità di saper riconoscere, affrontare e superare anche le emozioni che non vorremmo avere: paura, ansia o addirittura angoscia. Anche qui il metodo è quello di un confronto sincero, individuale e di gruppo, che consente lo sviluppo di una personalità armonica.

Ringraziamo la dottoressa Sara Scarponi e la professoressa Brigida Cristallo per il contributo offerto e gli insegnati e i genitori per la partecipazione.


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