Come ogni anno ci troviamo a commemorare la Giornata contro la violenza sulle donne.

Ogni anno i soliti discorsi, le statistiche impietose, i nuovi volti di donne vittime di violenza, famigliare o meno, i distinguo delle varie posizioni politiche.

L’unica cosa che non si fa è l’autocritica. Una società ancora pervicacemente ancorata a modelli comportamentali maschili sul lavoro, nella famiglia, nelle istituzioni non sa domandarsi da dove provenga tanta violenza esercitata verso le donne, eppure basterebbe un semplice esame di coscienza.

Basterebbe pensare alle donne non come a oggetti della vita altrui, ma come soggetti di una vita propria e iniziare a organizzare l’educazione dei nostri figli e delle nostre figlie con criteri davvero paritari, senza provare ilarità se un bambino gioca con le bambole o lavora all’uncinetto o storcere il naso di fronte ad una bimba che vuol lavorare in una autofficina.

Noi del Gruppo Insieme per Urbisaglia proponiamo al Comune di Urbisaglia di organizzare un percorso di accoglienza per donne vittime di violenza famigliare, facendosi promotore di un tavolo di lavoro nel quale coinvolgere tutti gli operatori presenti sul territorio interessati dal problema (forze dell’ordine, servizi sociali, associazioni) per creare una rete di supporto, prevenzione e intervento immediato nelle situazioni di emergenza.

Sarebbe una risposta valida, al di là delle chiacchiere e dei proclami del momento, che lasciano il tempo che trovano.