Il centro anziani del Comune si chiamerà Il Giannellino (riferito evidentemente all’ubicazione).
Il nome può piacere e non piacere; secondo noi è brutto e inappropriato. Centranchio da subito l’idea di apertura: tutti, a partire dai meno giovani possono avere un luogo di scambio, di inclusione e partecipazione. Giannellino sembra più il nome di un prodotto commerciale per la prima infanzia, per il sostegno alla quale è d’altra parte ricordato Alessandro Giannelli.
Il cambio del nome è però una spia della concezione che questa amministrazione ha delle istituzioni e della comunità: una concezione proprietaria, abbiamo vinto le elezioni e comandiamo noi; solo noi e i nostri amici possiamo partecipare alla vita pubblica.
Lo abbiamo visto subito quando hanno deciso di cambiare le chiavi del palazzo comunale, quando hanno deciso di avvalersi solo di amici fidati per i servizi e le iniziative del comune e di escludere quanti hanno idee diverse o, peggio, se hanno sostenuto la lista avversaria. Lo vediamo in questo piccolo evento: cancelliamo quanto fatto dai predecessori e dopo una tinteggiatura e il cambio del nome diventa una nostra novità.
E’ una concezione pericolosa, perché considera chi ha idee diverse un nemico, un soggetto da escludere, da emarginare, dimenticando che il Comune è di tutti.
Vogliamo augurarci che siano ancora i postumi della campagna elettorale.



